I Pontefici: dall'Antica Roma a oggi

I Pontefici nella Storia

In passato, o meglio nell'antica Roma, i pontefici costituivano un collegio di canonisti più che la figura di sacerdoti: il loro compito principale consiteva nel conservare le tradizioni religiose e giuridiche della città e di controllare il culto privato e pubblico oltre che di sugggerire la maniera per adempiere agli obblighi religiosi.

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Il pontefice si occupava in prima persona della cura del calendario con l'inserzione del mese intercalare di ventidue o ventitre giorni (ogni due anni) ed ebbe nella sfera politica e religiosa dello Stato un'importanza primaria: il loro compito di assistenza per l'interpretazione delle leggi non passava in secondo piano benchè non ebbero mai le attribuzioni dei magistrati.

La carica di pontefice massimo rappresentava pertanto una delle figure maggiormente di spicco nonchè il più alto grado religioso a cui si potesse aspirare. E' con Augusto che il titolo di pontefice massimo venne assunto dall'imperatore romano e lui stesso lo divenne nel 12 a.C.

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Anche Giulio Cesare fu pontefice massimo così come i successivi imperatori ma l'eccezione fu Graziano: egli, che con l'editto di Tessalonica dichiarò il cristianesimo vera e propria religione di stato, rifiutò la carica di pontefice perchè riteneva tale onore incompatibile con la religione cristiana.

Ma dalla Chiesa cattolica il titolo di pontefice venne associato a quello del vescovo, in particolare a quello di Roma che veniva chiamato pontefice massimo. Dopo il quinto secolo il termine divenne l'ufficiale disegnazione e titolo onorifico del Papa.